Testimonianze e materiali2020-02-02T20:14:24+00:00

News e materiali

Rinnovato il comitato per la beatificazione di Adele Bonolis

Presidente Fondazione As.Fra.Alessandro Pirola: rinnovato il comitato per la beatificazione di Adele Bonolis; su di lei un dottorato di ricerca e un convegno con l’Universita’ Cattolica. Il convegno introdotto da S.E. Mons. Mario Delpini, arcivescovo [...]

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Testimonianze

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Ricordo di Adele Bonolis

Negli anni scolastici 1963/1964 e 1964/1965 ero studente ginnasiale al Liceo Ginnasio Berchet di Milano, nella sezione A, ed ho avuto come insegnante di religione la professoressa Adele Bonolis.

In questi anni recenti, a motivo del mio lavoro di medico incaricato dell’attività di accreditamento delle strutture sanitarie in Lombardia, sono venuto a conoscenza dell’esistenza di opere di assistenza e carità fondate da Adele Bonolis e della sua causa di beatificazione in corso.

Sento il desiderio di far conoscere i miei ricordi relativi ad Adele Bonolis, essenziali ma molto certi.

La Bonolis ci faceva prendere alcuni appunti delle sue lezioni su quello che chiamavamo “Quadernetto di Religione”. Il clima era ancora tranquillo nella scuola e durante tutte le lezioni in quegli anni che precedevano il famoso ’68.

Io seguivo con attenzione tutte le lezioni in classe e mi trovavo in posizione favorevole al secondo banco del quartiere di sinistra.

Ci sono due episodi particolari avvenuti durante le lezioni della Bonolis che mi sono rimasti impressi e voglio riferire.

Il primo è uno sguardo di rimprovero della professoressa che mi colpì dopo un mio momento di distrazione e di chiacchiera prolungato col compagno di banco. La Bonolis aveva interrotto la sua lezione aspettando di incontrare i miei occhi, senza dire nulla. Questo richiamo fu più autorevole di tante parole.

L’altro episodio è il racconto che la Bonolis ci fece durante una lezione di religione, per avvalorare la dottrina cattolica relativa all’esistenza degli angeli custodi.

La professoressa ci disse di essere stata testimone del tentativo di suicidio di un giovane, che voleva gettarsi nel vuoto da un edificio e che a seguito della preghiera rivolta da lei all’angelo custode del giovane, il gesto tragico non si era verificato.

Recentemente ho avuto modo di rivedere un mio compagno di classe di quegli anni, di cui avevo ed ho una grande stima e che ha realizzato negli anni successivi le sue doti di musicista e poeta con notevole successo.

Affrontando con questo mio compagno il tema dei ricordi del ginnasio e in particolare della professoressa Bonolis, egli ha detto che non solo ricordava la testimonianza della professoressa relativa agli angeli custodi, ma che questo racconto era stato fonte della sua vocazione di poeta.

A seguito di questi segni convergenti su di me provenienti della figura di Adele Bonolis, che la mia fede cristiana fa ritenere non casuali, ho voluto scrivere e far conoscere questo brevi annotazioni.

Fabrizio Treglia, 7 Novembre 2019

Ricordo di Adele Bonolis

Negli anni scolastici 1963/1964 e 1964/1965 ero studente ginnasiale al Liceo Ginnasio Berchet di Milano, nella sezione A, ed ho avuto come insegnante di religione la professoressa Adele Bonolis.

In questi anni recenti, a motivo del mio lavoro di medico incaricato dell’attività di accreditamento delle strutture sanitarie in Lombardia, sono venuto a conoscenza dell’esistenza di opere di assistenza e carità fondate da Adele Bonolis e della sua causa di beatificazione in corso.

Sento il desiderio di far conoscere i miei ricordi relativi ad Adele Bonolis, essenziali ma molto certi.

La Bonolis ci faceva prendere alcuni appunti delle sue lezioni su quello che chiamavamo “Quadernetto di Religione”. Il clima era ancora tranquillo nella scuola e durante tutte le lezioni in quegli anni che precedevano il famoso ’68.

Io seguivo con attenzione tutte le lezioni in classe e mi trovavo in posizione favorevole al secondo banco del quartiere di sinistra.

Ci sono due episodi particolari avvenuti durante le lezioni della Bonolis che mi sono rimasti impressi e voglio riferire.

Il primo è uno sguardo di rimprovero della professoressa che mi colpì dopo un mio momento di distrazione e di chiacchiera prolungato col compagno di banco. La Bonolis aveva interrotto la sua lezione aspettando di incontrare i miei occhi, senza dire nulla. Questo richiamo fu più autorevole di tante parole.

L’altro episodio è il racconto che la Bonolis ci fece durante una lezione di religione, per avvalorare la dottrina cattolica relativa all’esistenza degli angeli custodi.

La professoressa ci disse di essere stata testimone del tentativo di suicidio di un giovane, che voleva gettarsi nel vuoto da un edificio e che a seguito della preghiera rivolta da lei all’angelo custode del giovane, il gesto tragico non si era verificato.

Recentemente ho avuto modo di rivedere un mio compagno di classe di quegli anni, di cui avevo ed ho una grande stima e che ha realizzato negli anni successivi le sue doti di musicista e poeta con notevole successo.

Affrontando con questo mio compagno il tema dei ricordi del ginnasio e in particolare della professoressa Bonolis, egli ha detto che non solo ricordava la testimonianza della professoressa relativa agli angeli custodi, ma che questo racconto era stato fonte della sua vocazione di poeta.

A seguito di questi segni convergenti su di me provenienti della figura di Adele Bonolis, che la mia fede cristiana fa ritenere non casuali, ho voluto scrivere e far conoscere questo brevi annotazioni.

Fabrizio Treglia, 7 Novembre 2019